Liberiamoci...dall'Ignoranza!!!
Scritture speculari cambia il suo contenuto.
Questo Blog è nato da un'utopistica idea di collaborazione tra studenti ma le priorità sono cambiate.
Perciò ora ho deciso di dedicare questo mio spazio alla libera informazione.
Sebbene sono cosciente del fatto che sono già milioni i blog di questo "stampo" in Italia, non mi importa:
anche io voglio concorrere per la promulgazione di notizie che dai media di regime non avrete mai ..e poi un pò di informazione in più non ha mai fatto male a nessuno, anzi non basta mai!!!
P.S.:Informiamoci perchè è più facile controllare delle teste vuote...
Questo Blog è nato da un'utopistica idea di collaborazione tra studenti ma le priorità sono cambiate.
Perciò ora ho deciso di dedicare questo mio spazio alla libera informazione.
Sebbene sono cosciente del fatto che sono già milioni i blog di questo "stampo" in Italia, non mi importa:
anche io voglio concorrere per la promulgazione di notizie che dai media di regime non avrete mai ..e poi un pò di informazione in più non ha mai fatto male a nessuno, anzi non basta mai!!!
P.S.:Informiamoci perchè è più facile controllare delle teste vuote...
sabato 30 gennaio 2010
lunedì 4 gennaio 2010
Cartoon B
Le Bambolate Russe ovviamente non rispermiano il Burattinaio...
Vi faccio una breve traduzione di ciò che dice anche se neanche servirebbe..
"Lei non ha paura che i rapporti con le donne gli privi della poltrona di Primo Ministro? " Lui risponde: " adesso vi racconterò tutto, cantando però. -ieri siamo andati alla nostra villa, e c'erano le modelle con le mamme , ai ai ai .... -sono andato con le modelle a riposarmi x 1 ora, e i loro papà e mamma sono andati con noi ! ai ai aa ... -ieri dopo aver dormito, ho guardato sotto il letto: c'erano 2 modelle gemelle con la loro mamma! ai ai aaa... -ieri ho dato un'occhiata sotto il cofano della berlina: c'erano 2 modelle e la loro cugina! ai ai aaa.... -dopo sono andato a Palermo a visitare le modelle, no, non ci ritornerò più ... forse! aiai aaa.... -i paparazzi hanno fatto una foto di me con una modella, cominciavo già a togliere i vestiti ... aiaiii aaaa.... - ma non ho gli intrighi romantici con nessuna modella, no, non ne ho! cammino con la fatica, ho già 73!!! aiaiaaaaa... - sono uscito per 1 minuto a comprare un po' di pane, ma quando mi sono ritornato, c'erano già le prostitute nella camera da letto! ai aia .. - a Venezia ho caduto dalla gondola nell'acqua ... i paparazzi mi hanno fotografato ... no, meglio ballerò ... ai ai aaa... - ieri sono andato dietro le quinte a trovare una artista, e ho saputo che ero vecchio e calvo! aiai ... - le italiane con cui non ero in contatto , non ce ne sono più ... ai ai aaaa ....
Di lui ridono tutti e purtroppo ...anche di noi...
Leggi tutto...
Vi faccio una breve traduzione di ciò che dice anche se neanche servirebbe..
"Lei non ha paura che i rapporti con le donne gli privi della poltrona di Primo Ministro? " Lui risponde: " adesso vi racconterò tutto, cantando però. -ieri siamo andati alla nostra villa, e c'erano le modelle con le mamme , ai ai ai .... -sono andato con le modelle a riposarmi x 1 ora, e i loro papà e mamma sono andati con noi ! ai ai aa ... -ieri dopo aver dormito, ho guardato sotto il letto: c'erano 2 modelle gemelle con la loro mamma! ai ai aaa... -ieri ho dato un'occhiata sotto il cofano della berlina: c'erano 2 modelle e la loro cugina! ai ai aaa.... -dopo sono andato a Palermo a visitare le modelle, no, non ci ritornerò più ... forse! aiai aaa.... -i paparazzi hanno fatto una foto di me con una modella, cominciavo già a togliere i vestiti ... aiaiii aaaa.... - ma non ho gli intrighi romantici con nessuna modella, no, non ne ho! cammino con la fatica, ho già 73!!! aiaiaaaaa... - sono uscito per 1 minuto a comprare un po' di pane, ma quando mi sono ritornato, c'erano già le prostitute nella camera da letto! ai aia .. - a Venezia ho caduto dalla gondola nell'acqua ... i paparazzi mi hanno fotografato ... no, meglio ballerò ... ai ai aaa... - ieri sono andato dietro le quinte a trovare una artista, e ho saputo che ero vecchio e calvo! aiai ... - le italiane con cui non ero in contatto , non ce ne sono più ... ai ai aaaa ....
Di lui ridono tutti e purtroppo ...anche di noi...
Leggi tutto...
Cartoon B
In un cartone messicano le cantano a Mister B.
Bravi, mi avete tolto le parole di bocca...
Leggi tutto...
Bravi, mi avete tolto le parole di bocca...
Leggi tutto...
Happy New YEAr 2011
Orbene, eccoci!!!
Un nuovo anno comincia, accompagnato da un alito di freschezza e di speranza per i giorni a venire!
Le vecchie cose, i vecchi problemi, le vecchie discussioni e le lacerazioni dell'anno vecchio sono morti e sepolti come i 365 giorni che ci lasciamo ormai alle spalle.
ooooo finalmente, non se ne poteva più: il vecchio anno era proprio vecchio, il clima negli ultimi mesi ( tra se e ma) era diventato effettivamente pesante; vecchi conflitti, vecchi dissapori stavano rendendoci le giornate asfissianti..ora si riparte belli freschi e sprintosi verso la luce..
E invece no...
calmatevi perchè non è proprio così!
e il primo a darci due belle sberle e a farci riprendere dai nostri sogni di gloria, onde evitare spiacevoli delusioni in seguito, è stato proprio il nostro Capo, e quel che è peggio è che non ci ha dato neanche tempo di arrivarci nel 2010 che già ce l'ha fatto odiare e già ci ha fatto capire che clima avremo respirato nei mesi venturi.
E si perchè con il suo attesissimo discorso di fine anno il Presidente Napoliano aveva fatto belle premesse e promesse,aveva iniziato proprio bene il caro Giorgino: ricorda la crisi economica e si dice preoccupato, ricorda la condizione dei lavoratori italiani e si dice preoccupato, ricorda la spiacevole situazione dei giovani( soprattutto) e si dice preoccupato , ricorda il tormentone del Mezzogiorno e ed preoccupato...bene bene..insomma: un disastro!
E quindi (mi dicevo tra me e me) arriva al dunque?...dai dai...
le Riforme eccoci rullo di tamburi, e Il Presidente della Repubblica Italiana con quel suo fare tutto suo, esordisce parlando delle rifirme sociali, dalla riforma del fisco e del federalismo e poi finalmente la giustizia: il prsidente è cosciente dell'importanza di queste riforme ecco perchè ci tiene a sottolineare che queste riforme non posso essere più bloccatre da PREGIUDIZI PERSONALI...come???
Avete capito??? si si... proprio così:
il nostro affezionatissimo considera quel filo di voce con cui si fa ancora (per poco) opposizione su riforme come processo breve e legittimo impedimento : PREGIUDIZIO PERSONALE.
Premetto di essere sempre stata fiduciosa e rispettosissima delle istituzione soprattutto quando si parla del Capo dello Stato simbolo indiscusso di saggezza ed imparzialità.. ma questa volta Il presidente è stato effettivamente incauto e con quelle sue parole ha dato leggittimazione e ha motivato idee a azioni politiche tutt'altro che giuste e decisamente incostituzionali.
Tanto che qualcuno c'aveva provato a fargli rendere conto di questo ,ma le distanze sono state prese nell'immediato dal partito dell'amore ( che forse aveva aiutato il presidente a stendere il suo discorso) con parole ovviamente amorevoli e dalla sinistra attraverso un portavoce d'eccezione che da tempo ormai fa il portavoce ( e il leccapiedi) del fazione sbagliata ( se sia ambidestro o non sapesse esattamente quale sia la destra e la sinistra lo scopriremo nella prossima puntata di Voyager "Alla ricerca del Violante perduto")...
Che bello...siamo contenti di vedere che non è cambiato nulla...e noi siamo sempre quì un anno in più , un grattacapo in più, meno soldi, meno lavoro, meno risorse, meno tolleranza più negligenza, siamo quì come l'anno scorso, sui tetti nelle strade che tra poco avranno tutti i nomi dei 40 ladroni, a lottare a combattere e ad urlare...perchè ci siamo e non ci si può fare niente...speranzosi e arrabbiati creiamo un nuovo stato, il nostro stato, prendiamo coscienza e agiamo insieme..di nuovo e finalmente..belle prospettive...
Buon 2010...
Ah!Dimeticavo...speriamo che il 2011 sia più roseo..
Leggi tutto...
Un nuovo anno comincia, accompagnato da un alito di freschezza e di speranza per i giorni a venire!
Le vecchie cose, i vecchi problemi, le vecchie discussioni e le lacerazioni dell'anno vecchio sono morti e sepolti come i 365 giorni che ci lasciamo ormai alle spalle.
ooooo finalmente, non se ne poteva più: il vecchio anno era proprio vecchio, il clima negli ultimi mesi ( tra se e ma) era diventato effettivamente pesante; vecchi conflitti, vecchi dissapori stavano rendendoci le giornate asfissianti..ora si riparte belli freschi e sprintosi verso la luce..
E invece no...
calmatevi perchè non è proprio così!
e il primo a darci due belle sberle e a farci riprendere dai nostri sogni di gloria, onde evitare spiacevoli delusioni in seguito, è stato proprio il nostro Capo, e quel che è peggio è che non ci ha dato neanche tempo di arrivarci nel 2010 che già ce l'ha fatto odiare e già ci ha fatto capire che clima avremo respirato nei mesi venturi.
E si perchè con il suo attesissimo discorso di fine anno il Presidente Napoliano aveva fatto belle premesse e promesse,aveva iniziato proprio bene il caro Giorgino: ricorda la crisi economica e si dice preoccupato, ricorda la condizione dei lavoratori italiani e si dice preoccupato, ricorda la spiacevole situazione dei giovani( soprattutto) e si dice preoccupato , ricorda il tormentone del Mezzogiorno e ed preoccupato...bene bene..insomma: un disastro!
E quindi (mi dicevo tra me e me) arriva al dunque?...dai dai...
le Riforme eccoci rullo di tamburi, e Il Presidente della Repubblica Italiana con quel suo fare tutto suo, esordisce parlando delle rifirme sociali, dalla riforma del fisco e del federalismo e poi finalmente la giustizia: il prsidente è cosciente dell'importanza di queste riforme ecco perchè ci tiene a sottolineare che queste riforme non posso essere più bloccatre da PREGIUDIZI PERSONALI...come???
Avete capito??? si si... proprio così:
il nostro affezionatissimo considera quel filo di voce con cui si fa ancora (per poco) opposizione su riforme come processo breve e legittimo impedimento : PREGIUDIZIO PERSONALE.
Premetto di essere sempre stata fiduciosa e rispettosissima delle istituzione soprattutto quando si parla del Capo dello Stato simbolo indiscusso di saggezza ed imparzialità.. ma questa volta Il presidente è stato effettivamente incauto e con quelle sue parole ha dato leggittimazione e ha motivato idee a azioni politiche tutt'altro che giuste e decisamente incostituzionali.
Tanto che qualcuno c'aveva provato a fargli rendere conto di questo ,ma le distanze sono state prese nell'immediato dal partito dell'amore ( che forse aveva aiutato il presidente a stendere il suo discorso) con parole ovviamente amorevoli e dalla sinistra attraverso un portavoce d'eccezione che da tempo ormai fa il portavoce ( e il leccapiedi) del fazione sbagliata ( se sia ambidestro o non sapesse esattamente quale sia la destra e la sinistra lo scopriremo nella prossima puntata di Voyager "Alla ricerca del Violante perduto")...
Che bello...siamo contenti di vedere che non è cambiato nulla...e noi siamo sempre quì un anno in più , un grattacapo in più, meno soldi, meno lavoro, meno risorse, meno tolleranza più negligenza, siamo quì come l'anno scorso, sui tetti nelle strade che tra poco avranno tutti i nomi dei 40 ladroni, a lottare a combattere e ad urlare...perchè ci siamo e non ci si può fare niente...speranzosi e arrabbiati creiamo un nuovo stato, il nostro stato, prendiamo coscienza e agiamo insieme..di nuovo e finalmente..belle prospettive...
Buon 2010...
Ah!Dimeticavo...speriamo che il 2011 sia più roseo..
Leggi tutto...
mercoledì 30 dicembre 2009
Buon Anno Italiani!!!
Traggo dalle notizie on line de "La Repubblica" questo articolo molto significativo, che suscitra a mio avviso profonda amarezza e rammarico per come effettivamente sono andate e abbiamo lasciato che andassero le cose, nella speranza(forse vana) che l'anno venturo possa essere davvero positivo e che alla soglia del 2011 non si sentirà più dire Purtroppo, ma piuttosto, Finalmente.
Dal 1949 al 2008, dieci presidenti, sessant'anni di messaggi di fine anno dal Quirinale a tutti gli italiani: li abbiamo raccolti qui, mettendo in evidenza le parole più frequenti di ogni discorso, per rivivere il periodo dal dopo guerra ad oggi attraverso quei termini che hanno segnato la nostra storia.
Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica agli italiani è un appuntamento immancabile, nelle case degli italiani, da ormai 60 anni. E ogni 31 dicembre, le parole che escono dalla tv o dalla radio descrivono l'Italia, con le sue paure e le sue speranze. Per questo abbiamo deciso di riprendere in mano quei discorsi uno per uno, dal messaggio di Luigi Einaudi del 31 dicembre 1949 fino a quello di dodici mesi fa di Napolitano, e ne abbiamo analizzato le parole più utilizzate.
GUARDA LO SPECIALE INTERATTIVO AL LINK :http://static.repubblica.it/repubblica/politica/presidenti/index.html
Sono discorsi che fanno rivivere la storia del nostro paese attraverso le parole e i concetti che ne hanno segnato il tessuto culturale e sociale, e che rileggendoli oggi raccontano - anche con una certa nostalgia - un'Italia che non c'è più. Ci sono delle costanti, ovviamente. "Augurio", "anno", "patria", "popolo", "Italia" e "italiani" sono sempre presenti, ma è il resto che descrive e spiega un intero Paese.
Si inizia con i primi, brevi messaggi di Luigi Einaudi in cui si può ritrovare la "tragedia" della guerra, in cui ci sono i "casolari" e i "borghi" dell'Italia contadina, in cui non mancano le "speranze" di un paese che rinasce democratico. Nel 1955 al Quirinale arriva Giovanni Gronchi, nel pieno del boom economico: "progresso", "fiducia" e "lavoro" sono le parole chiave di questi anni. Ed è in questo momento che compaiono e assumono maggior valore termini come "Europa", mentre si discute di Cee e si arriva alla firma dei trattati di Roma.
Antonio Segni tenne due discorsi, nel '62 e nel '63, fino alla malattia che lo costrinse alle dimissioni. Nelle sue parole continua la fiducia nel "progresso" e nello "sviluppo", e nel discorso del 1963 si legge il "commosso pensiero" per la scomparsa di Papa Giovanni XXIII e per l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy.
La seconda metà degli anni '60 è segnata dall'incrinarsi del boom economico e dalla guerra del Vietnam. Così nei messaggi di fine anno di Giuseppe Saragat compaiono sempre più importanti le parole "lavoro", "disoccupazione" e "pace". Nel '67 la Comunità Europea si allarga, e con la "Gran Bretagna" si arricchisce di nuove risorse e importanza. "Lavoratori", "operai", "violenza" segnano il messaggio augurale del 31 dicembre '69, al termine dell'autunno caldo e dopo la strage di Piazza ontana.
Il settennato di Giovanni Leone è nel segno delle difficoltà economiche e del terrorismo, come segnalato dal ripetersi delle parole "crisi" e "sicurezza". Con Sandro Pertini compaiono per la prima volta nel messaggio di fine anno i termini "P2" ('81), "mafia", "camorra" ('82); e ritorna con forza maggiore la parola "terrorismo". Senza dimenticare che la parola chiave per Pertini fu "giovani": solo "italiani" e "popolo" furono ripetute più frequentemente nei suoi messaggi.
Si corre veloce nei ricordi, verso la seconda metà degli anni ottanta e la presidenza di Francesco Cossiga, al tramonto della Guerra Fredda e della prima Repubblica. Nell'89 le parole più importanti non possono che essere "Europa", "Est" e "Libertà". Poi gli anni di Oscar Luigi Scalfaro, degli scandali, di Tangentopoli e della nascita della seconda Repubblica: in primo piano i "partiti", il "parlamento", la "politica" e le "responsabilità".
Con Carlo Azeglio Ciampi, eletto nel 1999, si chiude il "secolo" e, visto il quadro internazionale, alla ribalta tornano i termini "mondo", "pace", "fiducia". Siamo ai giorni nostri: nei discorsi di Giorgio Napolitano è la "crisi" a farla da padrone, accompagnata da "lavoro", "politica", "istituzioni". Con un avverbio dominante, "ancora": quasi a sottolineare che la speranza di una società migliore non è alle nostre spalle. Sono queste le parole chiave di questi anni, che fra mezzo secolo racconteranno ai nostri nipoti qualcosa dei sentimenti e della vita dell'Italia di oggi.
Auguri.
Leggi tutto...
Dal 1949 al 2008, dieci presidenti, sessant'anni di messaggi di fine anno dal Quirinale a tutti gli italiani: li abbiamo raccolti qui, mettendo in evidenza le parole più frequenti di ogni discorso, per rivivere il periodo dal dopo guerra ad oggi attraverso quei termini che hanno segnato la nostra storia.
Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica agli italiani è un appuntamento immancabile, nelle case degli italiani, da ormai 60 anni. E ogni 31 dicembre, le parole che escono dalla tv o dalla radio descrivono l'Italia, con le sue paure e le sue speranze. Per questo abbiamo deciso di riprendere in mano quei discorsi uno per uno, dal messaggio di Luigi Einaudi del 31 dicembre 1949 fino a quello di dodici mesi fa di Napolitano, e ne abbiamo analizzato le parole più utilizzate.
GUARDA LO SPECIALE INTERATTIVO AL LINK :http://static.repubblica.it/repubblica/politica/presidenti/index.html
Sono discorsi che fanno rivivere la storia del nostro paese attraverso le parole e i concetti che ne hanno segnato il tessuto culturale e sociale, e che rileggendoli oggi raccontano - anche con una certa nostalgia - un'Italia che non c'è più. Ci sono delle costanti, ovviamente. "Augurio", "anno", "patria", "popolo", "Italia" e "italiani" sono sempre presenti, ma è il resto che descrive e spiega un intero Paese.
Si inizia con i primi, brevi messaggi di Luigi Einaudi in cui si può ritrovare la "tragedia" della guerra, in cui ci sono i "casolari" e i "borghi" dell'Italia contadina, in cui non mancano le "speranze" di un paese che rinasce democratico. Nel 1955 al Quirinale arriva Giovanni Gronchi, nel pieno del boom economico: "progresso", "fiducia" e "lavoro" sono le parole chiave di questi anni. Ed è in questo momento che compaiono e assumono maggior valore termini come "Europa", mentre si discute di Cee e si arriva alla firma dei trattati di Roma.
Antonio Segni tenne due discorsi, nel '62 e nel '63, fino alla malattia che lo costrinse alle dimissioni. Nelle sue parole continua la fiducia nel "progresso" e nello "sviluppo", e nel discorso del 1963 si legge il "commosso pensiero" per la scomparsa di Papa Giovanni XXIII e per l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy.
La seconda metà degli anni '60 è segnata dall'incrinarsi del boom economico e dalla guerra del Vietnam. Così nei messaggi di fine anno di Giuseppe Saragat compaiono sempre più importanti le parole "lavoro", "disoccupazione" e "pace". Nel '67 la Comunità Europea si allarga, e con la "Gran Bretagna" si arricchisce di nuove risorse e importanza. "Lavoratori", "operai", "violenza" segnano il messaggio augurale del 31 dicembre '69, al termine dell'autunno caldo e dopo la strage di Piazza ontana.
Il settennato di Giovanni Leone è nel segno delle difficoltà economiche e del terrorismo, come segnalato dal ripetersi delle parole "crisi" e "sicurezza". Con Sandro Pertini compaiono per la prima volta nel messaggio di fine anno i termini "P2" ('81), "mafia", "camorra" ('82); e ritorna con forza maggiore la parola "terrorismo". Senza dimenticare che la parola chiave per Pertini fu "giovani": solo "italiani" e "popolo" furono ripetute più frequentemente nei suoi messaggi.
Si corre veloce nei ricordi, verso la seconda metà degli anni ottanta e la presidenza di Francesco Cossiga, al tramonto della Guerra Fredda e della prima Repubblica. Nell'89 le parole più importanti non possono che essere "Europa", "Est" e "Libertà". Poi gli anni di Oscar Luigi Scalfaro, degli scandali, di Tangentopoli e della nascita della seconda Repubblica: in primo piano i "partiti", il "parlamento", la "politica" e le "responsabilità".
Con Carlo Azeglio Ciampi, eletto nel 1999, si chiude il "secolo" e, visto il quadro internazionale, alla ribalta tornano i termini "mondo", "pace", "fiducia". Siamo ai giorni nostri: nei discorsi di Giorgio Napolitano è la "crisi" a farla da padrone, accompagnata da "lavoro", "politica", "istituzioni". Con un avverbio dominante, "ancora": quasi a sottolineare che la speranza di una società migliore non è alle nostre spalle. Sono queste le parole chiave di questi anni, che fra mezzo secolo racconteranno ai nostri nipoti qualcosa dei sentimenti e della vita dell'Italia di oggi.
Auguri.
Leggi tutto...
martedì 29 dicembre 2009
La lettura di oggi:Cuore, a volte le parole più semplici sono anche le più belle
Oggi voglio proporre la lettura del Capitolo "IL RAGAZZO CALABRESE" tratto dal libro Cuore di Edmondo de Amicis...
molto significativo.
22, sabato
Ieri sera, mentre il maestro ci dava notizie del povero Robetti, che dovrà camminare con le stampelle, entrò il Direttore con un nuovo iscritto, un ragazzo di viso molto bruno, coi capelli neri, con gli occhi grandi e neri, con le sopracciglia folte e raggiunte sulla fronte, tutto vestito di scuro, con una cintura di marocchino nero intorno alla vita.
Il Direttore, dopo aver parlato nell'orecchio al maestro, se ne uscì, lasciandogli accanto il ragazzo, che guardava noi con quegli occhioni neri, come spaurito. Allora il maestro gli prese una mano, e disse alla classe:
- Voi dovete essere contenti. Oggi entra nella scuola un piccolo italiano nato a Reggio di Calabria, a più di cinquecento miglia di qua. Vogliate bene al vostro fratello venuto di lontano. Egli è nato in una terra gloriosa, che diede all'Italia degli uomini illustri, e le dà dei forti lavoratori e dei bravi soldati; in una delle più belle terre della nostra patria, dove son grandi foreste e grandi montagne, abitate da un popolo pieno d'ingegno, di coraggio. Vogliategli bene, in maniera che non s'accorga di esser lontano dalla città dove è nato; fategli vedere che un ragazzo italiano, in qualunque scuola italiana metta il piede, ci trova dei fratelli.
Detto questo s'alzò e segnò sulla carta murale d'Italia il punto dov'è Reggio di Calabria. Poi chiamò forte:
- Ernesto Derossi! - quello che ha sempre il primo premio.
Derossi s'alzò.
- Vieni qua, disse il maestro.
Derossi uscì dal banco e s'andò a mettere accanto al tavolino, in faccia al calabrese.
- Come primo della scuola, - gli disse il maestro, - dà l'abbraccio del benvenuto, in nome di tutta la classe, al nuovo compagno; l'abbraccio dei figliuoli del Piemonte al figliuolo della Calabria.
Derossi abbracciò il calabrese, dicendo con la sua voce chiara: - Benvenuto! - e questi baciò lui sulle due guancie, con impeto. Tutti batterono le mani.
- Silenzio! - gridò il maestro, - non si batton le mani in iscuola!
Ma si vedeva che era contento. Anche il calabrese era contento. Il maestro gli assegnò il posto e lo accompagnò al banco. Poi disse ancora:
- Ricordatevi bene di quello che vi dico. Perché questo fatto potesse accadere, che un ragazzo calabrese fosse come in casa sua a Torino e che un ragazzo di Torino fosse come a casa propria a Reggio di Calabria, il nostro paese lottò per cinquant'anni e trentamila italiani morirono. Voi dovete rispettarvi, amarvi tutti fra voi; ma chi di voi offendesse questo compagno perché non è nato nella nostra provincia, si renderebbe indegno di alzare mai più gli occhi da terra quando passa una bandiera tricolore.
Appena il calabrese fu seduto al posto, i suoi vicini gli regalarono delle penne e una stampa, e un altro ragazzo, dall'ultimo banco, gli mandò un francobollo di Svezia.
Leggi tutto...
molto significativo.
22, sabato
Ieri sera, mentre il maestro ci dava notizie del povero Robetti, che dovrà camminare con le stampelle, entrò il Direttore con un nuovo iscritto, un ragazzo di viso molto bruno, coi capelli neri, con gli occhi grandi e neri, con le sopracciglia folte e raggiunte sulla fronte, tutto vestito di scuro, con una cintura di marocchino nero intorno alla vita.
Il Direttore, dopo aver parlato nell'orecchio al maestro, se ne uscì, lasciandogli accanto il ragazzo, che guardava noi con quegli occhioni neri, come spaurito. Allora il maestro gli prese una mano, e disse alla classe:
- Voi dovete essere contenti. Oggi entra nella scuola un piccolo italiano nato a Reggio di Calabria, a più di cinquecento miglia di qua. Vogliate bene al vostro fratello venuto di lontano. Egli è nato in una terra gloriosa, che diede all'Italia degli uomini illustri, e le dà dei forti lavoratori e dei bravi soldati; in una delle più belle terre della nostra patria, dove son grandi foreste e grandi montagne, abitate da un popolo pieno d'ingegno, di coraggio. Vogliategli bene, in maniera che non s'accorga di esser lontano dalla città dove è nato; fategli vedere che un ragazzo italiano, in qualunque scuola italiana metta il piede, ci trova dei fratelli.
Detto questo s'alzò e segnò sulla carta murale d'Italia il punto dov'è Reggio di Calabria. Poi chiamò forte:
- Ernesto Derossi! - quello che ha sempre il primo premio.
Derossi s'alzò.
- Vieni qua, disse il maestro.
Derossi uscì dal banco e s'andò a mettere accanto al tavolino, in faccia al calabrese.
- Come primo della scuola, - gli disse il maestro, - dà l'abbraccio del benvenuto, in nome di tutta la classe, al nuovo compagno; l'abbraccio dei figliuoli del Piemonte al figliuolo della Calabria.
Derossi abbracciò il calabrese, dicendo con la sua voce chiara: - Benvenuto! - e questi baciò lui sulle due guancie, con impeto. Tutti batterono le mani.
- Silenzio! - gridò il maestro, - non si batton le mani in iscuola!
Ma si vedeva che era contento. Anche il calabrese era contento. Il maestro gli assegnò il posto e lo accompagnò al banco. Poi disse ancora:
- Ricordatevi bene di quello che vi dico. Perché questo fatto potesse accadere, che un ragazzo calabrese fosse come in casa sua a Torino e che un ragazzo di Torino fosse come a casa propria a Reggio di Calabria, il nostro paese lottò per cinquant'anni e trentamila italiani morirono. Voi dovete rispettarvi, amarvi tutti fra voi; ma chi di voi offendesse questo compagno perché non è nato nella nostra provincia, si renderebbe indegno di alzare mai più gli occhi da terra quando passa una bandiera tricolore.
Appena il calabrese fu seduto al posto, i suoi vicini gli regalarono delle penne e una stampa, e un altro ragazzo, dall'ultimo banco, gli mandò un francobollo di Svezia.
Leggi tutto...
sabato 19 dicembre 2009
Quella parte di meridionali...
Sul Quotidiano della Calabria ieri 18 dicembre 2009 è apparso un articolo alquanto sconcertante a mio avviso (http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/cosenza_rossano_marco_travaglio_spettacolo_comune_associazione_baluardo_no_4556.html):il comune di Rossano ha ricevuto, dai propri cittadini, la Richiesta di annullamento o revoca dello spettacolo di Marco Travaglio (GIORNALISTA LIBERO uno dei pochi rimasti a contestare criticamente e razionalmente questo goveno antiliberale e dai programmi anticostituzionali) intitolato «15 anni di storia d’Italia ai confini della realta» prevista per la stagione 2009/2010 perchè lo ritengono inopportuno viste le sue ultime dichiarazioni che,a loro avviso, concorrono alla creazione e all'istigazione del fatidico clima d'odio!!!
Allora aveva ragione Di Pietro quando in aula difese Travaglio, chiedendo scusa per le posizioni assunte da Cicchito che l'onorevole dell'IDV ha definito "una condanna a morte"...
perchè quando un rappresentante della maggioranza in sede istituzionale fa delle dichiarazioni così pesanti nei confronti di un giornalista, la cui unica colpa è quello di fare il suo lavoro..lo condanna effettivamente a morte. E ciò che è successo a Rossano ne è la prova ed è la prova dell'ignoranza in cui vivono gli Italiani grazie alla tv di regime.
Io prendo le distanze e chiedo scusa:in realtà al sud non siamo tutti così.
Io faccio parte di quella parte di meravigliosi meridionali intelligenti e solari,faccio parte di quella parte di meridionali sempre pronti ad accogliere l'altro ,lo straniero, perchè sappiamo in questa Italia che vuole escluderci, cosa significa essere sranieri, cosa significa essere segnati perchè "si viene dal sud " ,sa cosa significa essere emarginati e scartati a priori dai concosi pubblici perchè veniamo dall'università della Calabria o di Messina,senza che ci diano minimante la possibilità di dimostrare quello che valiamo a prescindere dalla nostra provenienza, perchè anche noi siamo Italiani. E come da Roma in su ,anche noi vogliamo sapere ,vogliamo capire quello che succede,e quì è ancora più difficile formarsi e informarsi, perchè ,più che dalle altre parti, l'istituzione ti tiene fuori,l'istituzione non ti protegge, l'istituzione non c'è, se non come elitè mafiosa che mangia alle spalle dei poveri contadini che, per spontaneetà ed umiltà sono ancora convinti che l'unico modo per parlare con "uno importante" sia quello di portargli i prodotti del proprio orto e dei propri sudori (questa quì è diventata ed è tutt'ora una norma per consuetudine).
Io faccio parte di quella parte di meridionali che non sta con la Lega perchè il solo dirlo è un paradosso.
Io faccio parte di quella parte di Italiani che vuole vedere morta finalmente la mafia che distrugge e avvelena i nostri giorni, ma, a differenza del resto degli Italiani,io faccio parte di quella parte che, della Mafia, non nè ha solo sentito parlare ma ci convive giorno dopo giorno ...
Leggi tutto...
Allora aveva ragione Di Pietro quando in aula difese Travaglio, chiedendo scusa per le posizioni assunte da Cicchito che l'onorevole dell'IDV ha definito "una condanna a morte"...
perchè quando un rappresentante della maggioranza in sede istituzionale fa delle dichiarazioni così pesanti nei confronti di un giornalista, la cui unica colpa è quello di fare il suo lavoro..lo condanna effettivamente a morte. E ciò che è successo a Rossano ne è la prova ed è la prova dell'ignoranza in cui vivono gli Italiani grazie alla tv di regime.
Io prendo le distanze e chiedo scusa:in realtà al sud non siamo tutti così.
Io faccio parte di quella parte di meravigliosi meridionali intelligenti e solari,faccio parte di quella parte di meridionali sempre pronti ad accogliere l'altro ,lo straniero, perchè sappiamo in questa Italia che vuole escluderci, cosa significa essere sranieri, cosa significa essere segnati perchè "si viene dal sud " ,sa cosa significa essere emarginati e scartati a priori dai concosi pubblici perchè veniamo dall'università della Calabria o di Messina,senza che ci diano minimante la possibilità di dimostrare quello che valiamo a prescindere dalla nostra provenienza, perchè anche noi siamo Italiani. E come da Roma in su ,anche noi vogliamo sapere ,vogliamo capire quello che succede,e quì è ancora più difficile formarsi e informarsi, perchè ,più che dalle altre parti, l'istituzione ti tiene fuori,l'istituzione non ti protegge, l'istituzione non c'è, se non come elitè mafiosa che mangia alle spalle dei poveri contadini che, per spontaneetà ed umiltà sono ancora convinti che l'unico modo per parlare con "uno importante" sia quello di portargli i prodotti del proprio orto e dei propri sudori (questa quì è diventata ed è tutt'ora una norma per consuetudine).
Io faccio parte di quella parte di meridionali che non sta con la Lega perchè il solo dirlo è un paradosso.
Io faccio parte di quella parte di Italiani che vuole vedere morta finalmente la mafia che distrugge e avvelena i nostri giorni, ma, a differenza del resto degli Italiani,io faccio parte di quella parte che, della Mafia, non nè ha solo sentito parlare ma ci convive giorno dopo giorno ...
Leggi tutto...
La democrazia è solo un ricordo...???

Ragazzi la situazione precipita...la democrazia muore...
siamo in un Italia dove ormai chi la pensa in modo diverso è additato come sovversivo come terrorista dello stato..
..e lo fanno per fargli "abbassare i toni" lo fanno per generare un clima d'odio contro di loro non contro il Premier come dicono. Parlare di attentato al Premier sfruttare quello che è successo a Mister B. personalmente mi genera 2 reazioni: una critica e un dubbio...
quello che è successo allo psico-nano non è un attentato organizzato perchè l'attentato organizzato è quello che hanno fatto inm Via d'amelio a Borselino con 100Kili di Tritolo o quello che hanno fatto a Falcone a Capaci dove la detonazione è stata talmente forte da smantellare completamente il tratto stradale
.E poi c'è qualcosa che non va...non voglio insinuare niente ma la dinamica dell'incidente e i presupposti organizzativi di quella merda di manifestazione per il tesseramento del Pdl non mi convince...volete vedere un pò quello che ho visto io???all'indirizzo www.annozero.rai.it selezionate il video "i Mandanti" ad un cero punto trovate la ricostruzione della dinamica dell'avvenimento e dell'organizzazione della sicurezza...a voi...
Siamo in un'Italia dove l'amore e l'odio si è mischiato con la politica ...e l'amore e l'odio si mischiarono nella politica quando in Italia c'era il Fascismo, quando in germania c'era il Nazismo quando in Russia c'era il Comunismo... e lo fanno per far perdere credibilità a chi dice le cose come stanno
Se non vi basta come spiegazione del perchè no , vi invito a guardare il Video dell'intervista di Serena Dandini a Umberto Galimberti forse il più grandi filosofi, antropologo e sociologo del nostro tempo all'indirizzo http://video.aol.ca/video-detail/umberto-galimberti/3781192425
Possibile che siamo già arrivati a quello che prospettava Orwell l'amore per il Grande Fratello o ...la morte???
Gli psicocriminali simo ormai noi...sovversivi perchè critichimo ,terroristi perchè pensiamo,criminali perchè a volte ci sorge spontaneamente un dubbio...da eliminare perchè il dubbio rischia di sovvertire il sistema.
Noi figli di una società dal pensiero terribilmente unico...se di pensiero si sta parlando. Noi figli di una televisione di regime che ogni giorno ci passa briciole di informazione distorte o notizie superficiali e inutili...dobbiamo davvero amare indiscutibilmente a discapito della ragione???
se il gioco ne vagle la candela spetta a voi deciderlo...
Ammetto di aver paura...
In questi giorni è spuntato fuori un altro scandalo (che ovviamente non viene trasmesso dalla tv di regime) :il così detto Caso Genchi.
Gioaccino Genchi è un informatico che dal 1985 mette a sisposizione le sue conoscenze informatiche al servizio della magistratura... e si occupa di intercettazione...scoprendo delle cose scomode troppo troppo scomode e dopo aver intercettato 350.000 persone scopre i veri rapporti degli esponenti politici (di tutti ,e sottolineo tutti i politici ) e dei giornalisti con la mafia...
e quì si parla di intercettazioni non di opinioni...ascoltate un pò cosa ha da dire...
Avete capito...sono Tutti coinvolti...e grazie che poi la sinistra tace ...non meravigliamoci se D'Alema dirce che magari una leggetta ad personam sull'impunità per Mister B. si può pure fare...
Ragazzi svegliamoci...Non facciamoci mettere il bavaglio...
Il sonno della ragione genera mostri e quì di mostri ce ne sono fin troppi ormai...
Leggi tutto...
venerdì 18 dicembre 2009
giovedì 17 dicembre 2009
Margherita Hack. Astrofisica:

"Le parole di Cicchitto sono il segno di una brutta deriva. L’aggressione a Berlusconi è da condannare, ma se c’è una persona che in Italia ha instaurato il clima d’odio è proprio il premier: attacca continuamente i giudici, il presidente della Repubblica, i cittadini che non la pensano come lui, la Corte costituzionale. Costringe il Parlamento a fare leggi ad personam. Berlusconi merita la più profonda disistima. Io lo disprezzo perché lui disprezza le istituzioni. Ora il suo partito vuole tappare la bocca a Santoro e a Travaglio. E’ inaccettabile: conducono una campagna antidemocratica contro la libertà".
Leggi tutto...

"Le parole di Cicchitto sono il segno di una brutta deriva. L’aggressione a Berlusconi è da condannare, ma se c’è una persona che in Italia ha instaurato il clima d’odio è proprio il premier: attacca continuamente i giudici, il presidente della Repubblica, i cittadini che non la pensano come lui, la Corte costituzionale. Costringe il Parlamento a fare leggi ad personam. Berlusconi merita la più profonda disistima. Io lo disprezzo perché lui disprezza le istituzioni. Ora il suo partito vuole tappare la bocca a Santoro e a Travaglio. E’ inaccettabile: conducono una campagna antidemocratica contro la libertà".
Leggi tutto...
mercoledì 16 dicembre 2009
Diciamo No alla Censura: FIRMA anche TU!!!

Ragazzi quì c'è in gioco la libertà di espressione...
vi invito a leggere l'Aricolo uscito oggi sulla Repubblica tratto a sua volta da un articolo uscito su un noto settimanale Inglese Guardian...
Cicchitto ha condannato gli editorial L'espresso - Repubblica e ha accusato Marco Travaglio e Michele Santoro di essere i mandandi morali dell' "attentato" a Mister B. e di essere gli artefici di questo clima d'odio...
in più il ministro Maroni in settimana porterà in parlamento la proposta di limitare la libertà sul web...Vi sottolineo che in CINA proprio in questa settimana è stata approvata una direttiva che limita ai singoli l'accesso alla rete se non appartengono ad una società predisposta ed autorizzata dal regime all'accesso...
Vogliamo diventare cosi???
vi invito a voi giornalisti,comunicatori del futuro a consultare il sito e firmare perchè i giornalisti seri possano continuare a fare il proprio mestiere senza per forza assoggettare il proprio operato al regime...
il futuro è nostro...
Grazie..
Leggi tutto...
VERGOGNOSO
Il quotidiano britannico critica gli attacchi alla stampa e alla magistratura
"Vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea"
Il Guardian: politica alla puttanesca
"Dal Pdl intimidazioni inaccettabili"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Il Guardian: politica alla puttanesca "Dal Pdl intimidazioni inaccettabili"
Fabrizio Cicchitto alla Camera
LONDRA - Un editoriale del Guardian, il più importante quotidiano filolaburista britannico, interviene sulle polemiche che divampano in Italia sull'attacco a Silvio Berlusconi. Con un titolo mezzo in inglese, mezzo in italiano, "Politics alla puttanesca" (Politica alla puttanesca), il commento nella pagina degli editoriali e senza firma, dunque espressione della direzione del giornale come è tradizione della stampa anglosassone, comincia osservando che da due giorni il nostro Paese è in preda a un dibattito per stabilire se l'aggressione al premier è il prodotto di quello che egli ha definito il "clima di odio" contro di lui.
L'articolo parla quindi del discorso tenuto da Fabrizio Cicchitto, leader del Pdl alla Camera dei deputati, che ha elencato i "presunti responsabili della suddetta campagna di odio" contro il primo ministro: la Repubblica, L'espresso, Marco Travaglio, i partiti di opposizione, certi giudici. "Indicare un giornalista come qualcuno che ha a che fare, direttamente o indirettamente, con l'attacco di un folle, è una vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea", afferma l'editoriale. "Non contento di dichiarazioni offensive, Berlusconi intende legiferare. Il suo ministro degli Interni ha annunciato che domani il governo valuterà due nuove leggi che limitano le dimostrazioni di protesta e i 'siti dell'odio' su internet. Ma invece di cercare un capro espiatorio politico, il 73enne tycoon dei media dovrebbe chiedersi perché 250 mila italiani sono scesi in piazza per il No Berlusconi Day".
Nel resto d'Europa, continua il Guardian, "ci sono dimostrazioni contro una politica o un governo. In Italia la gente protesta contro il primo ministro non per ciò che rappresenta, ma per quello che è. Ed è una protesta con buone ragioni. E' un uomo coinvolto in scandali di sesso che rivelano il suo uso di prostitute. Persa l'immunità giudiziaria, egli è ora sotto processo per frode, corruzione ed evasione fiscale. E per tutto questo, cerca di dare la colpa a giornalisti, giornali, magistrati che insistono a fare il proprio mestiere e rifiutano di farsi intimidire da lui".
L'attacco fisico che Berlusconi ha subito è stato "perfido ed esecrabile". Ma "non ci sono prove che sia stato organizzato da altri". I gruppi spuntati su Facebook che inneggiano all'aggressione sono "di cattivo gusto", ma non richiedono una campagna per chiudere siti internet giudicati "incitatori della violenza". In conclusione, scrive il Guardian, la risposta di Berlusconi e del suo partito "ricorda una repubblica dell'Asia centrale". E a questo punto "i leader mondiali dovrebbero cominciare a prendere le distanze da un uomo simile".
Giornali e telegiornali di tutto il mondo continuano a seguire gli sviluppi del caso, riportando bollettini sullo stato di salute di Berlusconi e le conseguenze politiche dell'attacco. L'Independent nota che l'aggressore rischia una pena di cinque anni di carcere per il suo gesto e scrive che le statuine del Duomo di Milano, del tipo usato da Massimo Tartaglia per colpire Berlusconi, "si vendono più in fretta del panettone e sono addirittura esaurite in certe bancarelle del centro" nel capoluogo lombardo. Il Times pubblica invece una riproduzione di una statuina di Berlusconi sanguinante col volto tumefatto, rimarcando che va a ruba a Napoli e in altre città, dove alcuni la mettono fra le statuine del presepe.
Il francese Le Monde parla di "isteria" del dibattito politico italiano e scrive che "la statuetta lanciata al volto del Cavaliere a Milano somiglia molto al temuto epilogo di una lunga stagione di odio". Dopo aver analizzato la situazione sul versante dell'opposizione e dei media, il quotidiano definisce quello italiano "un clima da fine regno". E conclude che "Berlusconi ha poche possibilità di ottenere un quarto mandato nel 2013, al termine di quello in corso". Questo perché "debolezza politica, conflitto di interessi, fibrillazioni della maggioranza, esasperazione dell'opposizione, semplificazione del dibattito e saturazione dello spazio mediatico" constituiscono "un cocktail che forse è esploso il 13 dicembre (il giorno dell'aggressione, ndr) portanto a una prima risposta alla domanda che pone Berlusconi: "Perché tanto odio?"".
Leggi tutto...
"Vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea"
Il Guardian: politica alla puttanesca
"Dal Pdl intimidazioni inaccettabili"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Il Guardian: politica alla puttanesca "Dal Pdl intimidazioni inaccettabili"
Fabrizio Cicchitto alla Camera
LONDRA - Un editoriale del Guardian, il più importante quotidiano filolaburista britannico, interviene sulle polemiche che divampano in Italia sull'attacco a Silvio Berlusconi. Con un titolo mezzo in inglese, mezzo in italiano, "Politics alla puttanesca" (Politica alla puttanesca), il commento nella pagina degli editoriali e senza firma, dunque espressione della direzione del giornale come è tradizione della stampa anglosassone, comincia osservando che da due giorni il nostro Paese è in preda a un dibattito per stabilire se l'aggressione al premier è il prodotto di quello che egli ha definito il "clima di odio" contro di lui.
L'articolo parla quindi del discorso tenuto da Fabrizio Cicchitto, leader del Pdl alla Camera dei deputati, che ha elencato i "presunti responsabili della suddetta campagna di odio" contro il primo ministro: la Repubblica, L'espresso, Marco Travaglio, i partiti di opposizione, certi giudici. "Indicare un giornalista come qualcuno che ha a che fare, direttamente o indirettamente, con l'attacco di un folle, è una vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea", afferma l'editoriale. "Non contento di dichiarazioni offensive, Berlusconi intende legiferare. Il suo ministro degli Interni ha annunciato che domani il governo valuterà due nuove leggi che limitano le dimostrazioni di protesta e i 'siti dell'odio' su internet. Ma invece di cercare un capro espiatorio politico, il 73enne tycoon dei media dovrebbe chiedersi perché 250 mila italiani sono scesi in piazza per il No Berlusconi Day".
Nel resto d'Europa, continua il Guardian, "ci sono dimostrazioni contro una politica o un governo. In Italia la gente protesta contro il primo ministro non per ciò che rappresenta, ma per quello che è. Ed è una protesta con buone ragioni. E' un uomo coinvolto in scandali di sesso che rivelano il suo uso di prostitute. Persa l'immunità giudiziaria, egli è ora sotto processo per frode, corruzione ed evasione fiscale. E per tutto questo, cerca di dare la colpa a giornalisti, giornali, magistrati che insistono a fare il proprio mestiere e rifiutano di farsi intimidire da lui".
L'attacco fisico che Berlusconi ha subito è stato "perfido ed esecrabile". Ma "non ci sono prove che sia stato organizzato da altri". I gruppi spuntati su Facebook che inneggiano all'aggressione sono "di cattivo gusto", ma non richiedono una campagna per chiudere siti internet giudicati "incitatori della violenza". In conclusione, scrive il Guardian, la risposta di Berlusconi e del suo partito "ricorda una repubblica dell'Asia centrale". E a questo punto "i leader mondiali dovrebbero cominciare a prendere le distanze da un uomo simile".
Giornali e telegiornali di tutto il mondo continuano a seguire gli sviluppi del caso, riportando bollettini sullo stato di salute di Berlusconi e le conseguenze politiche dell'attacco. L'Independent nota che l'aggressore rischia una pena di cinque anni di carcere per il suo gesto e scrive che le statuine del Duomo di Milano, del tipo usato da Massimo Tartaglia per colpire Berlusconi, "si vendono più in fretta del panettone e sono addirittura esaurite in certe bancarelle del centro" nel capoluogo lombardo. Il Times pubblica invece una riproduzione di una statuina di Berlusconi sanguinante col volto tumefatto, rimarcando che va a ruba a Napoli e in altre città, dove alcuni la mettono fra le statuine del presepe.
Il francese Le Monde parla di "isteria" del dibattito politico italiano e scrive che "la statuetta lanciata al volto del Cavaliere a Milano somiglia molto al temuto epilogo di una lunga stagione di odio". Dopo aver analizzato la situazione sul versante dell'opposizione e dei media, il quotidiano definisce quello italiano "un clima da fine regno". E conclude che "Berlusconi ha poche possibilità di ottenere un quarto mandato nel 2013, al termine di quello in corso". Questo perché "debolezza politica, conflitto di interessi, fibrillazioni della maggioranza, esasperazione dell'opposizione, semplificazione del dibattito e saturazione dello spazio mediatico" constituiscono "un cocktail che forse è esploso il 13 dicembre (il giorno dell'aggressione, ndr) portanto a una prima risposta alla domanda che pone Berlusconi: "Perché tanto odio?"".
Leggi tutto...
martedì 15 dicembre 2009
Berlusconi e la scelta finale...
Siccome, lui racconta sempre barzellette, allora anche noi ci permettiamo il lusso di racconarne una...che poi tanto barzelletta non è:
Berlusconi scivola e muore. Arriva alle porte del Paradiso, dove l'attende paziente S. Pietro: "Benvenuto in paradiso, eminenza. Prima di farla accomodare,devo purtroppo anticiparle che abbiamo un piccolo problema da risolvere. Vede, e' molto raro che un politico d'alto rango arrivi qui, e la verita' e' che non sappiamo cosa fare con lei. Cosi' abbiamo deciso di farle trascorrere un giorno all'inferno e uno in paradiso, cosicche' lei possa scegliere liberamente dove trascorrere la sua eternità" S.Pietro accompagna il nuovo arrivato all'ascensore e questi scende fino all'inferno. Si apre la porta e Berlusconi si trova in mezzo ad un campo di golf. In lontanaza intravede un lussuoso club house; davanti, tutti i suoi amici politici che avevano lavorato con lui. Decidono di fare una partita a golf e poi cenano tutti assieme al club house con caviale e aragosta. Alla cena partecipa pure il diavolo, che in realta' si dimostra essere una persona molto simpatica, cordiale, e divertente. Berlusconi si diverte talmente tanto che non si accorge che e' gia' ora di andarsene. Tutti gli si avvicinano e prima che parta gli stringono la mano, lasciandolo triste e profondamente commosso. L'ascensore sale, sale e si riapre davanti alla porta del paradiso, dove San Pietro lo sta aspettando. Berlusconi passa le successive 24 ore saltellando di nube in nube, suonando l'arpa, pregando e cantando. Il giorno e' lungo e noioso, ma finalmente finisce. Si presenta finalmente San Pietro che gli chiede: "Eminenza, ha trascorso un giorno all'inferno e uno in paradiso, ora puo' scegliere democraticamente dove trascorrere l'eternità" Berlusconi riflette un momento, si gratta la crapa e dice: "Beh, mi consenta, in paradiso e' stato tutto molto bello, pero' credo che sia stato meglio all'inferno" Allora S.Pietro scrolla le spalle e lo accompagna all'ascensore. Scendi, scendi, giunge all'inferno. Quando le porte si aprono, si ritrova in mezzo ad una terra deserta e piena di immondizie sparse dappertutto. Il diavolo gli si avvicina e gli mette un braccio attorno al collo, in segno di benvenuto. "Non capisco..." balbetta Berlusconi "... mi consenta, ieri qui c'era un campo da golf, e un club house, e abbiamo cenato a base di aragosta e caviale, e ci siamo divertiti un sacco. Ora la terra e' solo un deserto pieno di spazzatura". Il diavolo lo guarda, sorride e gli dice: "Amico mio, ieri eravamo in campagna elettorale. Oggi, hai già votato per noi!!!
Leggi tutto...
Berlusconi scivola e muore. Arriva alle porte del Paradiso, dove l'attende paziente S. Pietro: "Benvenuto in paradiso, eminenza. Prima di farla accomodare,devo purtroppo anticiparle che abbiamo un piccolo problema da risolvere. Vede, e' molto raro che un politico d'alto rango arrivi qui, e la verita' e' che non sappiamo cosa fare con lei. Cosi' abbiamo deciso di farle trascorrere un giorno all'inferno e uno in paradiso, cosicche' lei possa scegliere liberamente dove trascorrere la sua eternità" S.Pietro accompagna il nuovo arrivato all'ascensore e questi scende fino all'inferno. Si apre la porta e Berlusconi si trova in mezzo ad un campo di golf. In lontanaza intravede un lussuoso club house; davanti, tutti i suoi amici politici che avevano lavorato con lui. Decidono di fare una partita a golf e poi cenano tutti assieme al club house con caviale e aragosta. Alla cena partecipa pure il diavolo, che in realta' si dimostra essere una persona molto simpatica, cordiale, e divertente. Berlusconi si diverte talmente tanto che non si accorge che e' gia' ora di andarsene. Tutti gli si avvicinano e prima che parta gli stringono la mano, lasciandolo triste e profondamente commosso. L'ascensore sale, sale e si riapre davanti alla porta del paradiso, dove San Pietro lo sta aspettando. Berlusconi passa le successive 24 ore saltellando di nube in nube, suonando l'arpa, pregando e cantando. Il giorno e' lungo e noioso, ma finalmente finisce. Si presenta finalmente San Pietro che gli chiede: "Eminenza, ha trascorso un giorno all'inferno e uno in paradiso, ora puo' scegliere democraticamente dove trascorrere l'eternità" Berlusconi riflette un momento, si gratta la crapa e dice: "Beh, mi consenta, in paradiso e' stato tutto molto bello, pero' credo che sia stato meglio all'inferno" Allora S.Pietro scrolla le spalle e lo accompagna all'ascensore. Scendi, scendi, giunge all'inferno. Quando le porte si aprono, si ritrova in mezzo ad una terra deserta e piena di immondizie sparse dappertutto. Il diavolo gli si avvicina e gli mette un braccio attorno al collo, in segno di benvenuto. "Non capisco..." balbetta Berlusconi "... mi consenta, ieri qui c'era un campo da golf, e un club house, e abbiamo cenato a base di aragosta e caviale, e ci siamo divertiti un sacco. Ora la terra e' solo un deserto pieno di spazzatura". Il diavolo lo guarda, sorride e gli dice: "Amico mio, ieri eravamo in campagna elettorale. Oggi, hai già votato per noi!!!
Leggi tutto...
venerdì 27 novembre 2009
scusate la rabbia mi ha annebbiato il cervello e mi sono dimenticata la cosa più importante...i presupposti per una guerra civile ci sono cerchiamo di essere un pò più lucidi dalla nostra classe governate..possiamo fare ancora qualcosa..come cita il comma II dell'articolo uno "la sovranità è in mano al popolo..." iniziamo ad esercitarla come possiamo partecipiamo alla manifersazione del 5 dicembre...
vi invito a consultare il sito http://www.noberlusconiday.org/le cose vi risulteranno sventuratamente più chiare..
grazie per la gentile attenzione..
--->codice embedit<---
Leggi tutto...
vi invito a consultare il sito http://www.noberlusconiday.org/le cose vi risulteranno sventuratamente più chiare..
grazie per la gentile attenzione..
--->codice embedit<---
Leggi tutto...
il paese degli psico-nani (sfogo agrammatico)

RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO FUTURO
CI STANNO PRENDENDO IN GIRO.
ma che sta succedendo studenti?pensatori di ieri e di oggi?futuro del paese? dove siamo finiti?perchè stiamo accettando tutto questo? possibile che ci hanno così disabituati a pensare da non riscire neanche più a vedere la realtà? o è la speranza che abbiamo perso? possibile che ci hanno così delusi da non avere neanche più il coraggio nè la forza né la voglia di sollevare la testa? oooooooo ...è il nostro futuro in gioco..è in gioco il futuro e la gloria di un paese forse il più bello di tutti ( e scusate il pizzico di nazionalismo che a volte ci sta pure) che da troppo tempo non vede un pò di pace. eppure la nostra costituzione è perfetta,chi di voi ha avuto la fortuna di leggere anche solo di sfuggita qualche suo articolo lo sa: sembra stranno che con tali presupposti un paese possa andare male...ok ok i problemi ci sono da per tutto ma quì non si parla di crisi, quì stiamo andando alla deriva.
ogni giorno accendo la tv e quelle poche notizie che mi vengono somministrate in pillole da un sistema informativo sempre più corrotto mi fanno passare la voglia di stare in questo posto. ogni giorno perdono a decine il posto di lavoro ,un numero sempre crescente di famiglie non arriva a fine mese ( e badate per dire che questo è un problema annoso non significa che non deve essere riolto) scuole serali che vengono chiusi per mancanza di fondi negando a studenti lavoratori e con diverse problematiche il diritto allo studio..ma entriamo nel dettaglio ..oggi è all'ordine del giorno parlare di capitali all'estero che scappano proprio come i nostri geni e poi ci si chiede perchè abbiamo un debito pubblico più grande del buco nell'ozono,istituti giudiziari che sono costretti ad accatastare processi su processi per anni ed anni perchè mancano fondi e risorde umane e invece di risolvere il problema che si fa? si danno gli ultimatum:se non finisci il processo entro sei anno lo mandiamo in prescrizione e chi se visto se visto tanti cari saluti! tanto si sa che questa è l'ennesima legge ad personam che stanno cercando di rifilarci perchè qualcuno ha paura di finire sull'astrico per le sue 24 cause in corso... o quelle ormai sono risolte i magistrati sono stati zittiti, ora però la palla al piede è il processo MILLS ..vero caro BombaccIONI?e si perchè poi le schifezze sue e quelle degli amici suoi dobbiamo pagarli noi...e nel vero senso della parola dobbiamo pagarli noi soprattutto se passa lo scudo fiscale..e mentre scrivo il tg 3 da la notizia di libero a caratteri grandi in grassetto SILVIO E INDAGATO PER MAFIA..e come devono dirtelo più...la terza carica dello stato è un mafioso..e noi stiamo quì a spastellarci il cervello perchè non abbiamo passato l'esame di diritto o perchè ci si è spezzata un unghia... mah per dirlo come lo direbbe Fede: "che figura di merda"!!! a un'ultima cosa...tanto tra poco non ci fanno neanche bere..la prossima proposta..tassiamo l'aria!!!
Di nuovo...condoglianze..
Leggi tutto...
domenica 28 giugno 2009
Un Post per D e per tutti gli altri...
Davide ha mollato..ha chiuso il blog e non voglio che questo passi inosservato.
Davide ha sperimentato sulla sua pelle un’amara verità: che quando si combatte per una causa che per noi ha un certo significato, quando si ha il coraggio di dire ciò che si pensa anche rischiando di andare contro gli interessi altrui ,allora … si riamane da soli.
Tutti siamo amati e acclamati fin quando siamo d’accordo e non diamo fastidio a nessuno, poi però appena una persona vuole esporre la propria idea, in molti ci voltano le spalle.
Per quanto mi riguarda, ciò che è successo dopo il mio articolo è stato a parer mio un sano e democratico confronto e scontro tra idee e situazioni diverse, a volte forse ha raggiunto toni troppi accessi ,altri commenti invece hanno sfiorato il limite della decenza.
Caro Davide non voglio prendere posizione riguardo alla tua scelta di “mollare” è una scelta tua e in linea con i principi di coerenza e democrazia,che mi prefiggo di difendere sempre, non mi permetto né di criticarti né di giudicarti, ma voglio dirti una cosa …
Causewitz diceva che la vita è una battaglia ingrandita, ed è vero :
ogni giorno saremo chiamati in causa a difendere i nostri principi e i valori in cui crediamo, e dobbiamo crederci davvero se non vogliamo che qualcuno ci privi della stessa forza di lottare!!!
E alla fine di questa lotta non è importante chi vinca o chi perda l’importante è uscirne a testa alta con la consapevolezza di aver fatto sempre e comunque la cosa che PER NOI era la più giusta …
Se riusciremo a non farci trascinare dalla corrente, se riusciremo ad sempre coerenti e sinceri con noi stessi e con gli altri, accettando la sconfitta con dignità e considerando la vittoria non come un punto d’arrivo ma come un punto di partenza allora ,a prescindere da come andrà noi saremo sempre degli eroi…
Leggi tutto...
Davide ha sperimentato sulla sua pelle un’amara verità: che quando si combatte per una causa che per noi ha un certo significato, quando si ha il coraggio di dire ciò che si pensa anche rischiando di andare contro gli interessi altrui ,allora … si riamane da soli.
Tutti siamo amati e acclamati fin quando siamo d’accordo e non diamo fastidio a nessuno, poi però appena una persona vuole esporre la propria idea, in molti ci voltano le spalle.
Per quanto mi riguarda, ciò che è successo dopo il mio articolo è stato a parer mio un sano e democratico confronto e scontro tra idee e situazioni diverse, a volte forse ha raggiunto toni troppi accessi ,altri commenti invece hanno sfiorato il limite della decenza.
Ma siamo in democrazia:
la libertà di pensiero non ci può essere tolta e, in questo mondo dove purtroppo si può parlare sempre meno, io,che sono una goccia in mezzo al mare, sollevo polveroni e muovo critiche, non per il semplice e perverso gusto di criticare fine a se stesso, ma per il gusto di vedere quanto siamo forti a difendere la nostra posizione.
la libertà di pensiero non ci può essere tolta e, in questo mondo dove purtroppo si può parlare sempre meno, io,che sono una goccia in mezzo al mare, sollevo polveroni e muovo critiche, non per il semplice e perverso gusto di criticare fine a se stesso, ma per il gusto di vedere quanto siamo forti a difendere la nostra posizione.
Caro Davide non voglio prendere posizione riguardo alla tua scelta di “mollare” è una scelta tua e in linea con i principi di coerenza e democrazia,che mi prefiggo di difendere sempre, non mi permetto né di criticarti né di giudicarti, ma voglio dirti una cosa …
Causewitz diceva che la vita è una battaglia ingrandita, ed è vero :
ogni giorno saremo chiamati in causa a difendere i nostri principi e i valori in cui crediamo, e dobbiamo crederci davvero se non vogliamo che qualcuno ci privi della stessa forza di lottare!!!
E alla fine di questa lotta non è importante chi vinca o chi perda l’importante è uscirne a testa alta con la consapevolezza di aver fatto sempre e comunque la cosa che PER NOI era la più giusta …
Se riusciremo a non farci trascinare dalla corrente, se riusciremo ad sempre coerenti e sinceri con noi stessi e con gli altri, accettando la sconfitta con dignità e considerando la vittoria non come un punto d’arrivo ma come un punto di partenza allora ,a prescindere da come andrà noi saremo sempre degli eroi…
Credo nella solidarietà sociale!
Credo nella giustizia e nell’uguaglianza!
Credo nella libertà di pensiero e di parola!
Credo nell’uomo che agisce come vorrebbe che gli altri agissero nei suoi confronti...
Credo nella giustizia e nell’uguaglianza!
Credo nella libertà di pensiero e di parola!
Credo nell’uomo che agisce come vorrebbe che gli altri agissero nei suoi confronti...
Leggi tutto...
Etichette:
Io
sabato 27 giugno 2009
Per maggiori delucidazioni...
Le parole sono state travisate, il motivo della rabbia frainteso, ma qualcuno è stato invece molto più bravo a comprendere e a spiegare i motivi per cui ho voluto sollevare questo polverone .
Vi invito a collegarvi al blog di Davide
http://suicide-please.blogspot.com/2009/06/vergognatevi.html
Leggi tutto...
Vi invito a collegarvi al blog di Davide
http://suicide-please.blogspot.com/2009/06/vergognatevi.html
Leggi tutto...
Etichette:
delucidazioni
Iscriviti a:
Post (Atom)

